INTERVISTA AD ANTONELLA SACCHI
Mercoledì 25 Gennaio 2012 17:04    PDF Stampa E-mail

1. Mister Sacchi, parliamo anzitutto del campionato che i ragazzi stanno disputando finora.
Prima di tutto va detto che il gruppo, tranne uno zoccolo duro, è nato con parecchi innesti quest'estate, e i ragazzi nn vengono da realtà importanti ma da realtà provinciali come Lungiana, Trevalli, Portuale; nonostante questo stanno facendo bene, a dimostrazione  che nn serve per forza andare a cercare in realtà come Empoli o Firenze per avere giocatori importanti, ci sono anche in realtà piccole come Carrara o Massa, tutto sta nell'individuarli e valorizzarli. Sono contenta di come sta uscendo il gruppo, in ogni campo della Toscana si sta inziando a parlare della squadra per come gioca, e come sta in campo, a prescindere dal risultato. Visto che è  la mia  prima epserienza nel calcio "professionistico",il bilancio per ora non può che essere positivo, avevo paura che il salto tra la realtà provinciale e quella del calcio professionistico si potesse far sentire, ma quando uno lavora sul campo con idee chiare e obiettivi precisi alla fine il calcio nn cambia, cambia solo il contorno, anzi forse un allenatore può essere avvantaggiato dal fatto di avere a disposizione ragazzi tecnicamente più forti, più seri.
2. Ha incontrato pregiudizi in quanto "allenatrice" in un mondo dove gli uomini sono ancora la stragrande maggioranza?
Pregiudizi no, anche perchè poi  vengono cancellati dal campo; casomai ci può essere qualche "fastidio" da parte dei colleghi uomini se il risultato non è troppo positivo, qualcuno potrebbe sentirsi quasi "insidiato" dalla presenza di una donna all'interno di un contesto prettamente maschile, però credo sia addirittura gratificante, perchè le soddisfazioni sono doppie.
3. Tenendo presente ovviamente l'ottimo campionato che sta disputando tutta la squadra, c'è qualche elemento che già ora sarebbe pronto per fare il salto di qualità?
Ci sono due, tre elementi che spiccano, tra cui uno da me fortemente voluto di cui però non ti dirò mai il nom! Il mio sogno rimane comunque  di fare alla Carrarese quello che ho fatto alla San Marco, dove sono riuscita a far arrivare tanti dei miei giocatori alla prima squadra. Questi ragazzi, al di là delle doti e delle capacità, devono imparare a lavorare, perciò devono essere trattati tutti nella medesima maniera,imparando a farli stare "sul pezzo", per  crescere e migliorare sotto tutti gli aspetti. La  sqaudra sta già disputando un campionato in cui spesso capita loro di  giocare con ragazzi più grandi di un anno, come ultimamente succede spesso che, quando si trovano a giocare contro la Carrarese, le altre squadre mettano giocatori del '97. La cosa che tengo a sottolineare è che   il direttore Nelso Ricci mi ha dato completamente carta bianca , quindi mi sta dando una grandissima fiducia che voglio ripagare, e mi impegno quotidianamente per riuscirci.
4. Parliamo adesso del prossimo impegno in campionato, domenica in casa del Pisa, prima partita del girone di ritorno.
Ai miei ragazzi dico sempre che la partita della domenica non è altro che una verifica del lavoro svolto in settimana, non è fine a sè stessa; la domenica si vede semplicemente se si è lavorato bene o male durante la settimana. Non è una partita facile, ma i ragazzi sanno con che spirito affrontarla.
Volevo approfittare per ringraziare il mio staff, partendo da Gabriele Panizzi, 22 anni appena, ex giocatore della Berretti e nipote d'arte, dello storico capitano azzurro Gianpiero Menconi: lui è il mio  allenatore in seconda, alla prima esperienza ma che si sta rivelando preziosissimo, visto che grazie a lui possiamo diversificare il lavoro dividendo i ragazzi in gruppo; inoltre, data la giovane età è un tramite importantissimo tra me e i ragazzi, è un allenatore molto lucido, molto "british" mentre io sono una alla Antonio Conte!Quindi lui è diventato un pò il mio grillo parlante.
Volevo poi ringraziare Roberto Amadei, il nostro "factotum", dirigente accompagnatore, una persona insostituibile all'interno del gruppo; non fa mai mancare niente ai nostri ragazzi, è preziosissimo, sempre disponibile anche nei confronti della società, e questo è importante, persone come lui fanno bene al calcio. La Carrarese ha bisogno di persone come lui, di gente che vuol bene a questa squadra e a questa società.

In 104 di storia della Carrarese Calcio, è la prima donna allenatrice della società gialloazzurra. Parliamo di Antonella Sacchi, che guida i Giovanissimi Regionali (anno 1998), e che questa settimana ci ha rilasciato un'intervista per farsi conoscere e far conoscere meglio ai tifosi azzurri la squadra.

1. Mister Sacchi, parliamo anzitutto del campionato che i ragazzi stanno disputando finora.

Prima di tutto va detto che il gruppo, tranne uno zoccolo duro, è nato con parecchi innesti quest'estate, e i ragazzi nn vengono da realtà importanti ma da realtà provinciali come Lungiana, Trevalli, Portuale; nonostante questo stanno facendo bene, a dimostrazione  che nn serve per forza andare a cercare in realtà come Empoli o Firenze per avere giocatori importanti, ci sono anche in realtà piccole come Carrara o Massa, tutto sta nell'individuarli e valorizzarli. Sono contenta di come sta uscendo il gruppo, in ogni campo della Toscana si sta inziando a parlare della squadra per come gioca, e come sta in campo, a prescindere dal risultato. Visto che è  la mia  prima epserienza nel calcio "professionistico",il bilancio per ora non può che essere positivo, avevo paura che il salto tra la realtà provinciale e quella del calcio professionistico si potesse far sentire, ma quando uno lavora sul campo con idee chiare e obiettivi precisi alla fine il calcio nn cambia, cambia solo il contorno, anzi forse un allenatore può essere avvantaggiato dal fatto di avere a disposizione ragazzi tecnicamente più forti, più seri.

2. Ha incontrato pregiudizi in quanto "allenatrice" in un mondo dove gli uomini sono ancora la stragrande maggioranza?

Pregiudizi no, anche perchè poi  vengono cancellati dal campo; casomai ci può essere qualche "fastidio" da parte dei colleghi uomini se il risultato non è troppo positivo, qualcuno potrebbe sentirsi quasi "insidiato" dalla presenza di una donna all'interno di un contesto prettamente maschile, però credo sia addirittura gratificante, perchè le soddisfazioni sono doppie.

3. Tenendo presente ovviamente l'ottimo campionato che sta disputando tutta la squadra, c'è qualche elemento che già ora sarebbe pronto per fare il salto di qualità? 

Ci sono due, tre elementi che spiccano, tra cui uno da me fortemente voluto di cui però non ti dirò mai il nom! Il mio sogno rimane comunque  di fare alla Carrarese quello che ho fatto alla San Marco, dove sono riuscita a far arrivare tanti dei miei giocatori alla prima squadra. Questi ragazzi, al di là delle doti e delle capacità, devono imparare a lavorare, perciò devono essere trattati tutti nella medesima maniera,imparando a farli stare "sul pezzo", per  crescere e migliorare sotto tutti gli aspetti. La  sqaudra sta già disputando un campionato in cui spesso capita loro di  giocare con ragazzi più grandi di un anno, come ultimamente succede spesso che, quando si trovano a giocare contro la Carrarese, le altre squadre mettano giocatori del '97. La cosa che tengo a sottolineare è che   il direttore Nelso Ricci mi ha dato completamente carta bianca , quindi mi sta dando una grandissima fiducia che voglio ripagare, e mi impegno quotidianamente per riuscirci.

4. Parliamo adesso del prossimo impegno in campionato, domenica in casa del Pisa, prima partita del girone di ritorno.

 Ai miei ragazzi dico sempre che la partita della domenica non è altro che una verifica del lavoro svolto in settimana, non è fine a sè stessa; la domenica si vede semplicemente se si è lavorato bene o male durante la settimana. Non è una partita facile, ma i ragazzi sanno con che spirito affrontarla.

Volevo approfittare per ringraziare il mio staff, partendo da Gabriele Panizzi, 22 anni appena, ex giocatore della Berretti e nipote d'arte, dello storico capitano azzurro Gianpiero Menconi: lui è il mio  allenatore in seconda, alla prima esperienza ma che si sta rivelando preziosissimo, visto che grazie a lui possiamo diversificare il lavoro dividendo i ragazzi in gruppo; inoltre, data la giovane età è un tramite importantissimo tra me e i ragazzi, è un allenatore molto lucido, molto "british" mentre io sono una alla Antonio Conte!Quindi lui è diventato un pò il mio grillo parlante.Volevo poi ringraziare Roberto Amadei, il nostro "factotum", dirigente accompagnatore, una persona insostituibile all'interno del gruppo; non fa mai mancare niente ai nostri ragazzi, è preziosissimo, sempre disponibile anche nei confronti della società, e questo è importante, persone come lui fanno bene al calcio. La Carrarese ha bisogno di persone come lui, di gente che vuol bene a questa squadra e a questa società.