L’angolo dei ricordi: “Il Como per la prima volta a Carrara”

L’angolo dei ricordi: “Il Como per la prima volta a Carrara”

La 13^ giornata di campionato, in programma domenica 12 novembre, presenta agli sportivi carraresi il 23° confronto fra Carrarese e Como. L’occasione – navigando nel mare dei ricordi – ci riporta al lontano campionato 1946-47, quando la squadra lariana venne giocare per la prima volta nella nostra città.

Il campionato di serie B 1946-47 era articolato su tre gironi secondo un criterio geografico in qualche modo analogo a quello del campionato attualmente in corso: il girone “A” (nel quale era inserita la nostra formazione) era formato da 4 squadre piemontesi (Biellese, Casale, Novara e Pro Vercelli), 12 della Lombardia (Como, Crema, Fanfulla, Gallaratese, Lecco, Legnano, Pro Patria, Pro Sesto, Seregno, Varese, Vigevano e Vogherese), 3 della Liguria (Savona, Sestrese e Spezia) e 3 della Toscana settentrionale (Carrarese, Pistoiese e Viareggio). Le altre 5 squadre toscane (Empoli, Lucchese, Pisa, Prato e Siena) facevano parte del girone “B”, con le formazioni venete ed emiliane, mentre il girone “C” era formato da compagini dell’Italia centro-meridionale. Le prime classificate di ciascun girone sarebbero state promosse in serie A, mentre il numero delle retrocessioni variava da girone a girone; il girone “A”, che con 22 squadre era il più numeroso, ne prevedeva 5.                  Questo raggruppamento si presentava davvero come una vera e propria “maratona calcistica”, con 42 giornate di gare per la durata di oltre 10 mesi: si iniziò infatti a giocare il 22 settembre del 1946 e si terminò il 6 luglio del 1947.

La partita “Carrarese – Como” era in programma per la 32^ giornata (11^ del girone di ritorno; la gara di andata, disputata … in riva al lago il 1° dicembre del 1946, si era conclusa con il punteggio di 1-1). Il calendario prevedeva la data di domenica 27 aprile, ma la concomitanza con la partita della nazionale italiana contro la Svizzera a Firenze, indusse la Federazione Calcio ad anticipare le gare casalinghe delle squadre toscane “per favorire gli sportivi della regione a recarsi allo stadio fiorentino ad assistere alla partita della nostra nazionale”; ecco perché l’incontro della Carrarese con il Como venne disputato venerdì 25 aprile.

Prima di soffermarci sulla partita, vogliamo riferire un antefatto, rumoroso ma più scherzoso che offensivo, avvenuto la sera precedente in via Roma, proprio nei pressi del “Grand Hotel Carrara”, dove alloggiava la comitiva comasca. Sull’ingresso dell’albergo si erano affacciati alcuni giocatori con l’allenatore Monzeglio, “elegantissimo in un completo di grisaglia chiara”.

Eraldo Monzeglio, iniziava proprio quell’anno a Como la carriera di allenatore, dopo aver concluso quella brillante e gloriosa di calciatore. Era stato infatti un difensore di conclamate doti tecniche ed agonistiche nelle file del Bologna e della Roma; aveva collezionato 35 presenze con la maglia azzurra della nazionale e poteva vantare due titoli di campione del mondo, ottenuti nel 1934 e nel 1938 sotto la guida di Vittorio Pozzo.                                                                                                                     Orbene, quella sera Monzeglio stava osservando tranquillamente il tradizionale passeggio dei carraresi lungo la via Roma, quando, riconosciuto da alcuni sportivi “politicizzati”, venne fatto oggetto di epiteti coloriti che gli rimproveravano i suoi trascorsi romani di carattere mondano durante il passato regime. Poiché la contestazione diventava un po’ troppo rumorosa, l’allenatore, non senza un sorrisino ironico, si ritirò nella hall dell’albergo. E in breve tempo gli schiamazzi si placarono.

Alla vigilia della partita la classifica del campionato, giunto a dieci turni dal termine, vedeva il Como in ottava posizione con 31 punti, mentre la Carrarese occupava il quattordicesimo posto con 29, alla pari di Vogherese, Pro Sesto e Gallaratese. Il limite della zona-retrocessione era rappresentato dai 28 punti del Fanfulla. Una posizione, quella della Carrarese, piuttosto precaria. Inoltre c’era malumore tra i tifosi, specialmente per il comportamento dei giocatori azzurri nelle gare in trasferta, ove la squadra aveva ottenuto un pareggio ed una vittoria a fronte di ben 11 sconfitte, mentre il percorso casalingo faceva registrare 8 vittorie, 7 pareggi e nessuna sconfitta! La stessa posizione dell’allenatore Payer, che pure aveva sempre goduto di grande stima da parte degli sportivi, veniva messa in discussione, tanto che lo stesso mister aveva più volte palesato l’intenzione di dimettersi dall’incarico. Qualche critica, inoltre, era rivolta ad alcuni giocatori per il loro comportamento fuori dal campo, ritenuto poco professionale e troppo … esuberante.                                     Con queste premesse, gli azzurri si accingevano ad affrontare il Como che si presentava a Carrara per la prima volta ed era intenzionato ad espugnare il campo della Fossa ancora inviolato (e tale rimarrà fino al termine del campionato).

Venerdì 25 aprile 1947 si presentava a Carrara come una bellissima giornata primaverile, limpida e resa piacevole da un tepore quasi estivo. La “Fossa dei leoni”, tirata a lucido, offriva uno spettacolo eccezionale di pubblico: la gradinata lato-viale sembrava davvero “una muraglia umana”; gli altri lati del campo erano stracolmi e la piccola tribuna pareva una scatola di soldatini della quale non si riesce a chiudere il coperchio, tanti erano gli spettatori che la occupavano. Le cronache del giorno dopo parlarono di 4.500 presenze. La lunga attesa dell’inizio della partita era stata resa meno snervante dalla disputa dell’incontro amichevole fra la Libertas e la Massese. Finalmente, guidate dalla terna arbitrale sotto la direzione del signor Ferruccio Bellé di Venezia (destinato a diventare a breve fischietto internazionale), Carrarese e Como scesero in campo: i giocatori comaschi indossavano la maglia azzurra, con calzoncini bianchi e calzettoni neri, quelli della Carrarese, per “dovere di ospitalità” (allora disposizione ufficiale) erano in maglia granata, con calzoncini bianchi e calzettoni neri. L’altoparlante aveva annunciato le seguenti formazioni:

CARRARESE: Viola, Manfrinato, Gamboni, Menconi, Nay, Lucchelli, Ravani, Voglino, Lorenzelli, Salati, Prunecchi. Allenatore Imre Payer.

COMO: Visintin, Macchi, Ferrini, Noseda, Villa, Maronati, Maesani, Benedetti, Fekete, Cipolla, Capra. Allenatore Eraldo Monzeglio

Nella formazione della Carrarese spiccava l’assenza dell’attaccante Renzo Suozzi, sostituito dal debuttante Bruno Lorenzelli, un ragazzo aullese di 22 anni che sarà tra i protagonisti dell’incontro                                                                                           Dopo la rituale stretta di mano a centrocampo fra i capitani Piero Maronati e Amerigo Salati, alle ore 15,30 la partita ebbe inizio. Trascorso un quarto d’ora di gioco prevalentemente a centrocampo, il risultato fu sbloccato grazie ad una punizione assegnata alla Carrarese per un fallo di mano del comasco Cipolla a poca distanza dalla propria area di rigore; il mediano carrarese Menconi con un debole tiro  scavalcò la barriera avversaria: si creò una mischia nell’area del Como e proprio il debuttante Lorenzelli, intercettata la respinta di un difensore, lasciò partire un tiro a mezza altezza che sorprese il portiere Visintin: il pallone si insaccò in rete, suscitando un boato della folla che echeggiò fino alle colline circostanti. La gara proseguì con alterne occasioni da una parte e dall’altra, ma talvolta la bravura dei portieri, talaltra l’imprecisione degli attaccanti fecero sì che il risultato restasse immutato e a fine gara gli spettatori uscirono presumibilmente soddisfatti dal Campo del Viale.

In effetti, stando alle cronache del tempo, pare che non fosse stata proprio una bella partita se, il giorno dopo, un cronista locale ebbe a scrivere, nella pagina sportiva del suo giornale, le frasi che riportiamo testualmente: “La Carrarese ha vinto ma non ha convinto” ed aggiunse “Scialba prova degli apuani; delusa l’imponente massa di pubblico accorso”. Non staremo oggi a discutere di estetica calcistica; certamente si trattò di una vittoria preziosissima, grazie alla quale la nostra squadra, con i due punti guadagnati, si trovò a fine campionato con 41 punti in classifica: se fosse rimasta a 39 sarebbe retrocessa!

Dopo di allora il cammino calcistico della Carrarese e del Como proseguì per strade diverse e trascorsero ben 44 anni prima che le due compagini tornassero ad incontrarsi. Si rividero, infatti, ne girone A della C/1 1990-91 con questi risultati: Como – Carrarese 1-0 e Carrarese-Como 1-1. In questa occasione (2 giugno 1991) l’incontro fu disputato allo Stadio dei Marmi: della Fossa e di quel primo incontro tra lariani ed apuani non restava che un lontano, sbiadito ricordo.

Gualtiero Magnani